Nella rabbia di un ricordo inizio il mio viaggio qui:

m’hai rubata in una notte senza stelle.

M’hai pretesa per un attimo illudendomi che sarebbe potuto essere un quotidiano. Pure tu ti sei illusa di questo.

Nel silenzio m’hai infilato la lingua in bocca. Nel silenzio ho percepito la rabbia, la voglia e la frustrazione.

Per un attimo mi sono bagnata nel friggermi in questo pensiero fugace.

Per un attimo.

M’hai rapita tra le tue braccia. M’hai sedotta tra le gambe e con l’abbraccio fugace di una donna che dovrebbe decidere del proprio futuro.

Ma sono rimasta lì, su quel letto che pensavo di seta ed organza ed invece è solo cotone.

Sono ancora stesa su quel letto ad aspettare carezze, quelle che non sai di poter dispensare.

M’ha tradita un bacio rabbioso. M’ha illuso che volessi me, nella tua vita.

Ma tu volevi solo renderti conto che potevi ancora farlo, quello che volevi.

Ho pensato che il toccare i miei seni volesse essere voglia di pretendermi. Ho sperato che l’essere sopra di me volesse essere solo la ricerca della sicurezza che potevi avermi davvero.

Ed invece era solo sesso.

Ho creduto che quel muoverti fosse il frutto di un desiderio sopito e celato tra le mille parole dette davanti ad un caffè. Era solo sesso.

Ho pensato che non mi toccassi poi solo per la paura di capire quanto sarei potuta essere importante.

Era solo sesso.

L’avessi detto,  ti avrei fatto godere al punto da rendere indimenticabile quel momento anche per te.

m’arrovello perchè per me era amore di una persona incapace ancora di dirlo “ti amo”.

Se avessi capito, ti avrei fatta urlare, leccandoti dovunque e facendoti imprecare perchè me ne andavo.

Hai avuto tutto.

E sono io qui, al buio, che istintivamente mi tocco il ventre nell’illusione di ricordare quando scivolavi su di me.

Una notte senza stelle.

Una notte di sesso.

Per te.